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Sport invernali
Tipologie e discipline dello snowboard
Inviato da Damiano Olivotto   

Ciao ragazzi, se Radel ha ancora voluto, per una seconda volta sono qui a parlare sempre di Sonwboard. Dopo la trafila di righe che ho scritto la prima volta che palavano della storia dello snowboard si è capito quando è nato lo snowboarding e cosa è di preciso.

Lo snowboard è uno sport invernale di scivolamento di recente costituzione, nato sulla scia degli sport da tavola (board in lingua inglese), come surf e skateboarding. Lo si pratica su una tavola, generalmente di legno e fibra di vetro, provvista di lamine, soletta in materiale sintetico e attacchi a cui si fissano i piedi in modo trasversale.

Adesso che sappiamo cosa è dobbiamo specificare che non esiste un solo tipo di snowboard costruito come visto sopre. Le tipologie di snowboard esistenti al mondo sono due: hard e soft.

L’hard, meno diffusa, si pratica con tavole piú strette, lunghe e rigide rispetto alla seconda, e con scarponi rigidi simili a quelli dello sci, ma con i tacchetti arrotondati per non toccare la neve con le estremità.

Le discipline praticate con questo tipo di tavola sono uguali a quelle praticate con gli sci e sono lo slalom, parallelo e gigante. Eccezione va fatta per il boardercross, che può essere praticato anche con tavole soft. Questo tipo di gare non è altro che una discesa libera praticata con 5-6 concorrenti per ogni turno di discesa. Importante specificare che da questo tipo di snowboard derivano gli sci da carving.

Il soft si pratica con tavole e attacchi piú morbidi, che permettono piú "giocabilità" e libertà di movimento

Le discipline praticate sono il freestyle, che si divide a sua volta in "halfpipe" che non è altro che un lunghissimo mezzo tubo nel quale si eseguono acrobazie in sucessione alle quali viene dato un punteggio (tipo di gara che sarà soggetta ad uno specifico articolo); "big air" che consiste in un unico salto da un trampolino e il "boardercross" come visto prima sul tipo di tavole hard;. Il freestyle non ha regole precise, lasciando molto spazio alla fantasia dell'atleta ed alla sua interpretazione dell'ambiente circostante, spesso, ma non sempre, mirata a cercare conformazioni che permettano di saltare per poi eseguire in aria particolari figure. Sempre più spesso le stazioni sciistiche mettono a disposizione dei freestylers zone a loro dedicate, dette snowpark, composte di salti e ostacoli di varie tipologie e dimensioni (anche questo argomento sarà soggetto di un apposito articolo).

Un discorso a parte va fatto per il "freeride",la discesa in neve fresca, che si pratica con tutte e due le tipologie di tavola, e a detta dei "puristi" è l' essenza dello snowboarding, in quanto mette piú a contatto con la natura, non prevedendo l' utilizzo di strutture fatte dall'uomo. Posso anche dire che questo tipo di disciplina prevede un’alta esperienza del mezzo e saper riconoscere come e dove muoversi con la neve fresca.  Infatti non sono nuovi i famigerati “incidenti fuori pista” e le ben note “slavine”.

Una cosa che aggiungo per ultima, ma non per importanza, è che tutte queste discipline devono avere in comune una cosa: la sicurezza. Anche se avete passato i 16 anni mettete il casco (non dico di mettere su paraculo, paraschiena, parapalle o paraaltro). Una botta in testa, causata anche da una semplice caduta può essere spiacevole, se non peggio.

Per stavolta ho finito e, sempre se il mitico Radel concede, ci sentiamo alla prossima.

 


Ah si, aggiungo che tra non molto, oltre che aggiungere articoli riguardanti lo snowboard, grazie alla gentile collaborazione di un amica che pratica sci a livello agonistico e dall'età di 4 anni, Francesca De Prà, aggiungerò anche articoli scritti da lei relativi allo sc.

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Storia dello snowboard
Inviato da Damiano Olivotto   

Ciao a tutti. Questo è il primo di una serie di documenti in merito al mondo dello snowboard. Per un paio di giorni mi sono domandato di cosa poteva parlare il primo articolo. Ma poi l’illuminazione mi colpì. Ho pensato “Ma sappiamo tutti di cosa stiamo parlando?” Voi direte: “Certo, hai appena scritto prima che parliamo di snowboard, idiota…” Specificando meglio la domanda “Sappiamo cosa è lo snowboard, come è fatto sto coso e da dove cavolo arriva?” Per i tanti, o pochi che siano, ho preso la mia enciclopedia di carta, due giri in internet ed ho riarrangiato questo piccolo, e forse interessante sunto.

Lo snowboard, come la stragrande maggioranza degli sport alternativi, nasce come fratello del surf d'onda negli Stati Uniti e rappresenta una valida alternativa invernale del diffuso sport acquatico e dello skateboard.
La storia comincia nel 1963 nel Michigan quando il signor Popper, per far giocare i suoi bambini incollò assieme due sci con l'idea di riprodurre un attrezzo simile al monosci. Notò che i giovani tendevano ad assumere la posa del surfer cioè di lato, e questo, portò alla costruzione della prima tavola da snow, che si trattava in effetti di una tavola da surf modificata.

Queste tavole cominciarono a diffondersi per gli States, e un giorno un ragazzo  di nome Jake Burton (a qualcuno questo nome dovrebbe far suonare in mente qualcosa), appassionato surfer, provò questa tavola da neve e iniziò a modificarne i tratti principali, munendola di lamine di acciaio e con degli attacchi in gomma regolabili in modo da avere un migliore controllo del mezzo, tutto questo avveniva nel 1977. Successivamente vennero prodotte tavole con un anima schiumata racchiusa tra due strati in fibra di vetro, però i costi erano molto elevati e quindi non a disposizione di tutti.

Terzo pioniere fu Tom Sims, avvantaggiato perchè egli gi produceva Skate-boardes e Surf. Egli cominci col produrre lo Ski-boardes una tavola di plastica sagomata incollata ad una base da skate. Più avanti Sims si mise a produrre una tavola in fibra con la differenza che questa era munita di una pinna centrale di alluminio flessibile. Anche Sims vendette poche tavole, ma non si diede per vinto e cominci a sperimentare legno e lamine. Sagomò la tavola mantenendola per più stretta e meno sciancrata. L'attacco era costituito da una doppia cinghia in gomma detta Leash.

Lo snowboard stava per conquistare le masse. Questi modelli dell'inizio degli anni ottanta sono lontani dai modelli degli anni novanta: essi erano poco flessibili, poco resistenti alla torsione e soprattutto avevano il passo troppo largo. Sims e Burton fecero fortuna aiutati dall’emergente mercato europeo e soprattutto nelle stazioni sciistiche francesi dove venivano organizzate delle primordiali esibizioni. Inoltre, come era gi accaduto per lo sci alpino, se gli europei si dimostrarono ancora una volta lenti a recepire le novità, una volta che essi si interessarono al fenomeno snowboard, si gettarono subito alla ricerca di valorizzare al massimo questo fenomeno. Le tavole della Burton vennero commercializzate per la prima volta in Italia dalla Spalding.

Col passare degli anni si assistito all'eccezionale incremento sia del numero di manifestazioni agonistiche, che del livello tecnico raggiunto dai concorrenti, oppure al fenomeno nascente dello Snowboard estremo.

Insomma partendo dagli sci incollati del signor Popper si giunti oggi ad un incredibile ed inarrestabile evoluzione, che porta sempre più persone a lanciarsi nelle pi spericolate acrobazie con quello che tutti chiamano Snowboard.

 

Dopo questo articolo spero di non essermi sputtanato troppo (vabbè che peggio del sabato sera del compleanno BLN mi sono fregato per tutta la vita), che Nemesis e Radel e combriccola non mi bandiscano dal sito e che qualcuno non mi voglia fustigare per eventuali minchiate grammaticali e non che ho scritto. In tal caso ci si riscrive presto con un nuovo .doc.

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