| WiMAX | |||
| Scritto da Marco Bonomo | |||
| Da giugno saranno sbloccate finalmente le frequenze per l'avvento del WiMAX, una nuova tecnologia per la connessione ad internet che è stata già testata durante le olimpiadi invernali di Torino 2006. Ma che cos'è il WiMAX in pillole? WiMAX, acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access, è uno standard pecializzato nell'accesso senza fili a banda larga del genere punto-multipunto. Cioè, in soldoni, quello che fa la vostra attuale connessione ad internet, però senza fili. WiMAX è una tecnologia di rete di area metropolitana (MAN) senza fili che fornirà un'estensione wireless alle connessioni via cavo e xDSL per l'accesso in banda larga del cosiddetto ultimo miglio. Consente la connettività per gli utenti a una stazione base (base station). Di nuovo, in soldoni, fa quello che adesso fa fisicamente il doppino telefonico, che vi collega alla centrale, solo che senza fili. Che vantaggi ha il WiMAX? La tecnologia supporta inoltre velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s. Secondo i proponenti di WiMAX questa ampiezza di banda è sufficiente per supportare simultaneamente almeno 60 aziende con connettività di tipo T1 e ben più di un migliaio di abitazioni con connettività al livello DSL da 1 Mbit/s. In soldoni, la vostra attuale connessione adsl. Essendo una tecnologia wireless, esattamente come il wifi (con il quale esiste una sinergia, non una contrapposizione come molti pensano) permette di superare limiti fisici imposti dalla natura per esempio, anche grazie alla portata del suo segnale, che è di decine di km, anzichè di metri come per il wifi. In soldoni, significa che chi, come il mio amico Nemesis, abita in zone in cui l'adsl non è arrivata, con il WiMAX potrà avere una connessione a banda larga dotandosi semplicemente di una scheda senza fili. Questo però cosa significa. Significa che il mio amico Nemesis, con il suo abbonamento WiMAX non potrà accedere ad internet solamente da casa, ma anche fuori casa. Anzi, in qualsiasi punto coperto da segnale WiMAX, anche per strada, anche in treno. Ma questo dove ci porta? Ci porta a pensare e a dire che se il mio amico Nemesis si dotasse pure di uno smartphone tipo il blackberry o il nuovo iphone di apple, entrambi dotati di wifi, potra collegarsi ad internet ovunque con questi apparecchi, e non solo, se dotati del software di skype, o comunque di un software voIP potrà telefonare a chi gli pare senza costi aggiuntivi a quelli dell'abbonamento al WiMAX. Inoltre, potrà anche disdire l'abbonamento al telefono fisso, dimenticandosi sostanzialmente del canone telecom, visto che finalmente l'ultimo miglio gli viene offerto dal gestore WiMAX, e non più da telecom. Il problema.. Voi direte, caspita tutto bello. Figata. Quando arriva in Italia? In Italia arriverà da giugno come detto, ma la sperimentazione non si sa quando finirà. Il problema però, è che non tutte le frequenze necessarie al WiMAX saranno rese disponibili, ma solo l'intervallo 3,4 GHz - 3,6 GHz. Il problema è che il WiMAX ha la resa migliore su frequenze chiamate UHF, al di sotto di 2.5 GHz. Queste frequenze basse permetterebbero la connessione in mobilità, peccato siano le frequenze sulle quali attualmente trasmettono le televisioni (in modalità analogica) che entro un paio d'anni dovrebbero passare al digitale, e si guarderanno bene dal restituire le loro frequenze allo stato, che ne è il possessore. Inoltre, le licenze WiMaX saranno concesse tramite asta pubblica che le consegnerebbe nelle mani dei soliti grandi operatori, togliendo al WiMax quelle potenzialità di pervasività che potrebbero aggredire al cuore il divide digitale italiano. Il costo delle licenze, poi, si ripercuoterebbe sui costi finali del WiMax per l'utente, esattamente come avvenuto con UMTS, tecnologia promettente che tutt'oggi, ad anni dalla sua introduzione, rimane frequentata da una piccola percentuale dell'utenza, quella che se la può permettere. In sostanza l'asta la farebbero pagare a noi. Il rischio? che il WiMAX in Italia resti un sogno. Si fa un gran parlare di liberalizzazioni. Forse è arrivato il momento di liberalizzare le frequenze e di concedere le licenze in base un programma ben preciso anzichè tramite aste da miliardi di euro. Buone per le casse dello stato ma un disastro per i cittadini, perchè è chiaro che l'obiettivo delle solite compagnie di telecominicazioni non è il bene del consumatore, ma il loro interesse. Il problema è che lo stato è loro complice. |
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